Canali di Venezia, “Terra dei Fuochi subacquea” (CNR)

Il fondo marino è stato modificato radicalmente da attività quali la pesca, i dragaggi, la navigazione, le infrastrutture costiere e, non da ultimo, dall’abbandono di un’inimmaginabile quantità di rifiuti.
“Una sorta di ‘terra dei fuochi’ subacquea in cui un misto di incuria, dolo e inconsapevolezza porta molte persone a credere che quanto si getta in mare non abbia conseguenza sugli ecosistemi e sulla salute umana, solo perché questo ambiente non è immediatamente visibile e ci induce a fingere che il problema non esista”

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Perché si viaggia

di Maria Luisa Alvino.
Ho potuto visitare in barca la grotta azzurra di Malta. Il mare era di un azzurro intenso, esaltato dalla luce del sole; tutti indossavano il giubbotto di salvataggio, tranne io perché quello rimasto era fradicio … Ma non importava perché  – pur sapendo quanto sia fondamentale il giubbotto – io mi sentivo tranquilla, ero con mio marito e, nel peggiore dei casi, pensavo di appoggiarmi alla barca. Eppure non ho potuto fare a meno di sentire che quello stesso mare custodisce i corpi preziosi di tanti fratelli e sorelle, anche piccolissimi.

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Una tempesta di aria gelida sul Centrosud

Due anni fa abbiamo avuto l’inverno più freddo dall’85. L’anno scorso c’è stata la nevicata più copiosa dal ’56 . Quest’anno un gennaio umidissimo e in ottobre una tempesta di vento tropicale. Poi in questi giorni un’irruzione artica con venti tesissimi. Il clima cambia a causa dell’uso intensivo di combustibili fossili. Ci serve rinnovare al più presto un sistema economico basato sullo sfruttamento intensivo dell’ambiente e del lavoro, imposto anzitutto da sistemi di imprese multinazionali e dalla finanza internazionale. Altrimenti a pagare saremmo tutti: ricchi, poveri, migranti, europei, persone e imprese. E non ci sarà uno Stato in grado di metterci in sicurezza o di ripagare economicamente i danni per gli eventi meteorologici o di ridarci la casa o di gestire i fenomeni migratori.
Gli economisti prestati alla politica pianificano in ipotesi di condizioni climatiche immutate e non considerano i disastri ambientali ed economici provocati.
In conclusione i cittadini devono pretendere dai politici che abbandonino sia la subalternità alla finanza, sia la subalternità ad una certa dirigenza europea inadeguata, sia il sovranismo ingenuo. Le lotte per il potere, a tutti i livelli, sono perdenti!
Per trasformare l’economia globale occorrono determinazione e unità d’intenti tra gli Stati. Promuovere la pace e il dialogo tra le nazioni serve anche a questo.

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Lo spot Conad di Natale, l’Autonomia e il Reddito di Cittadinanza

Appena sarà concluso l’accordo per l’autonomia tra lo Stato e tre regioni settentrionali, queste potranno incamerare quote importanti delle tasse versate dalle IMPRESE CHE HANNO LA SEDE LEGALE NEL LORO TERRITORIO, indipendentemente dalla regione di effettivo svolgimento dell’attività. Così potranno finanziare servizi di base come sanità e istruzione, a scapito delle rimanenti regioni a statuto ordinario. L’autonomia regionale differenziata potrebbe essere l’ultimo ostacolo sulla strada dello sviluppo del sud, in cambio dell’obolo del Reddito di Cittadinanza. Una mancia di importo sufficiente ai meridionali per continuare a spendere nelle imprese con sede legale al nord.
Già attualmente lo Stato spende per investimenti nel Mezzogiorno meno che altrove, in proporzione alla popolazione. (SVIMEZ). La Commissione Europea stritola l’economia greca e italiana, negando la flessibilità di bilancio concessa invece a Francia e Germania. La classe politica italiana critica questo atteggiamento dell’UE ma poi lo ripropone integralmente nel perimetro italiano. In primis la Lega, sembra volere “salvare” il Nord dal cappio posto dai vincoli UE sui bilanci – a spese di un sud oggi più che mai usato come bancomat – per far prosperare le sue imprese e fornire servizi ai cittadini del nord.

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La crudeltà dei lager libici: testimonianza di un sopravvissuto

“In Libia non c’è uomo, non c’è donna, non c’è bambino. Subivamo tutti (anche i bambini) violenze sessuali quotidiane”.
Nella cella vi erano più di 60 persone, costrette a convivere con morti in decomposizione, con i loro escrementi e con il sangue delle violenze, degli omicidi e del ciclo mestruale e dei parti delle donne.
“Appena venivano uccisi i nostri compagni di cella, soprattutto i più giovani, tante volte subito arrivavano 3 o 4 medici che toglievano parti dei loro corpi (occhi, cuore, reni ecc) davanti a noi che guardavamo senza proferire parola. Riponevano subito tutto in un contenitore che assomigliava ad un piccolo frigorifero e poi se ne andavano lasciando lì per giorni con noi i cadaveri a decomporsi; anche in questo caso eravamo noi a spostare i corpi martoriati in un angolo della cella.
“Spesso davano fuoco ai piedi di donne e bambini, lasciandoli morire bruciati davanti ai nostri occhi.”
“Nella nostra cella, diverse volte a settimana venivano introdotti 3 o 4 cani, non grandissimi ma molto aggressivi. Io rimanevo immobile e quasi non respiravo, di solito si avventavano sui bambini, provocando loro ferite molto gravi o uccidendoli”.
“Credo di essere vivo perché sono sempre stato zitto e buono, anche se avevo dolori fortissimi non mi sono mai lamentato; ero terrorizzato”

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Giornata per la Custodia del Creato

“Quali problemi e drammi si creano all’ambiente a causa di un uso esagerato e incontrollato delle risorse: si rovina il creato e allo stesso tempo si rendono infelici le persone, soprattutto quelli che soffrono più direttamente le conseguenze della violenza contro il creato [come] coloro che soffrono la fame e la sete per le conseguenze della desertificazione della terra, specialmente in Africa. Molti dei migranti che giungono nelle nostre terre scappano proprio dalle conseguenze di questi disastri naturali provocati dall’uomo. ” (Mons. Spreafico)
“L’attuale centralità dell’attività finanziaria rispetto all’economia reale non è casuale: dietro a ciò c’è la scelta di qualcuno che pensa, sbagliando, che i soldi si fanno con i soldi. I soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro. E’ il lavoro che conferisce la dignità all’uomo non il denaro”. (Papa Francesco)

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Le poesie di Segen, martire e profeta del nostro tempo

“Tempo sei maestro per chi ti ama e per chi ti è nemico, sai distinguere il bene dal male, chi ti rispetta e chi non ti dà valore.
Senza stancarti mi rendi forte, mi insegni il coraggio, quante salite e discese abbiamo affrontato, hai conquistato la vittoria ne hai fatto un capolavoro.”

“Ora non ho nulla, perché in questa vita nulla ho trovato, se porto pazienza non significa che sono sazio perché chiunque avrà la sua ricompensa, io e te fratello ne usciremo vittoriosi affidandoci a Dio.”

Conosci la storia di Segen, poeta, martire e profeta del nostro tempo. Siamo tutti vittime della stessa economia dello sfruttamento, quella che in Occidente sgretola i diritti di chi lavora, quella che divora e inquina i territori trasformandoli in deserti umani e produttivi, quella che rovina le condizioni di sussistenza di popoli interi, così sospinti a migrare e tra i quali presto potrà esserci anche il nostro se non invertiremo la rotta.

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I lager libici, notte dell’Europa

“Sono stato in una prigione vicino Tripoli per 6 mesi ai lavori forzati. Non dimenticherò mai la morte del mio amico. Era troppo stanco per lavorare. Ha detto alle guardie che non riusciva ad alzarsi. Uno dei libici ha detto ‘Se non vieni ti sparo’. Io pensavo che scherzasse. L’ha pensato anche il mio amico. L’uomo libico l’ha ucciso con un colpo in testa. Poi si è girato verso di me. ‘Tu che fai, lavori o no?’ ” (Testimonianza di M, 27 anni, dal Gambia: 29 settembre 2017, rilasciata all’Hotspot di Pozzallo).
Mentre i paesi europei fanno un ignobile scaricabarile per accogliere i migranti, nei centri libici di detenzione dei migranti vengono inflitte torture, appesi a testa in giù, mentre viene chiamata a telefono la famiglia del torturato perché ascolti le urla. Si spara nei piedi al minimo cenno di ribellione e ne esci solo “se muori di violenza o se hai abbastanza soldi per pagarti la libertà o se sei venduto all’asta come schiavo”, come testimonia un’inchiesta della CNN . La Guardia Costiera Libica – finanziata dall’UE e dall’Italia per limitare le partenze – tratta le persone soccorse a colpi di bastone e minacce e lascia persino cadere uomini in acqua e abbandonandoli.

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L’Infiorata di Cusano Mutri

L’infiorata del Corpus Domini è una festa collettiva per il borgo di Cusano Mutri. I cittadini, guidati dai maestri infioratori, realizzano tappeti di petali di fiori raffiguranti immagini sacre, che abbelliscono gli slarghi, i corsi e l’interno delle chiese.
La gente sannita è laboriosa e ospitale e custodisce tradizioni antiche. La natura ancestrale, la gastronomia, l’escursionismo, l’artigianato, l’arte della ceramica e un’antica agricoltura biologica sono i punti di forza di quest’area interna. La ripresa dell’emigrazione è il segnale della necessità di una pianificazione del territorio attenta e appassionata. Vale per le zone rurali del meridione come per tutti i sud del mondo.

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Diawara segna un gol strepitoso e ringrazia il suo Dio

Domenica 8 aprile 2018.
Con una prodezza Diawara sigla all’ultimo minuto di gioco il suo primo gol in serie A e conduce alla vittoria il Napoli che rimane in corsa per lo scudetto. Poi la felicità di Diawara esplode, splendida. Disegna sul campo una corsa a braccia aperte a cui si uniscono i compagni. Fa un paio di capriole e infine si getta in ginocchio alzando le braccia a Dio.
Una sequenza di fotogrammi che scorre davanti agli occhi dei tifosi euforici. E comunica inaspettatamente altri significati. Il calcio infatti unisce e mostra le somiglianze.

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La comunità somala di Napoli e il dolce volto dell’integrazione

La comunità somala di Napoli è un amichevole luogo di incontro frequentato anche da molti italiani.
I somali sono molto legati alla cultura italiana, desiderano integrarsi e assumersi i doveri di ogni buon cittadino. Desiderano più impegno internazionale per la guerra dimenticata che funesta la loro bella terra da 28 anni e impedisce una vita serena in patria. Conosciamo questo popolo generoso e fiero con la bella intervista alla presidentessa della comunità che vive in Italia dagli anni ’80.

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L’inchiesta di fanpage.it sui rifiuti e le leggi che privatizzano

Un video agghiacciante della trattativa per lo smaltimento di fanghi di depurazione. Compaiono l’amministratore della società regionale SMA e il segretario del capolista di “Fratelli d’Italia” alle elezioni politiche. Mentre il settore viene liberalizzato ignorando l’esito del referendum, ignorando la diffusione delle infiltrazioni malavitose nel settore e gli interessi dei grandi gruppi. Sarebbero preferibili forme di controllo pubblico degli impianti di trattamento dei rifiuti. Dove sono già adottate per esempio forme consortili, ci sono maggiori garanzie di tracciamento e corretta gestione della filiera impiantistica. E’ il caso della raccolta differenziata degli imballaggi (carta, plastiche, vetro, metalli, legno), degli elettrodomestici e delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che portiamo alle isole ecologiche comunali o ai rivenditori.

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Sacchi per la frutta: la plastica follia, la carta un’alternativa

Quando usavamo una busta di plastica per comprare due limoni, davamo ragione di esistere ad una trivella di estrazione, ad una raffineria, ad un deposito di combustibile, ad una fabbrica di materie plastiche e all’inquinamento prodotto da tutte queste fasi. Senza contare il problema della dispersione nell’ambiente sotto forma di microplastiche e i danni dei disastri climatici dovuti all’uso del petrolio e dei suoi derivati. Davvero per nutrirci adeguatamente dovevamo alimentare tutto questo?

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La fine d’anno, il Papa e i siti amici

Nella Veglia di Natale, Papa Francesco ha ricordato che Cristo, facendosi uomo, ha dato il diritto di cittadinanza a tutti gli uomini. E, nascendo senza tetto e fuggitivo in Egitto, ha scelto deliberatamente di mettere in trono le esigenze dei poveri e dei profughi di tutti i tempi. Come per dire: Dio non ha promesso solo la cittadinanza nei cieli che verranno ma anche nella terra che abitiamo oggi. Per far fronte all’attuale degrado sociale, economico ed ambientale occorre praticare la giustizia e ridurre così le sperequazioni sociali nel nostro paese, nonché l’abnorme divario di mezzi che induce le genti a migrare.

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Lettera a Daniele Piervincenzi, giornalista aggredito ad Ostia

La lettera con la quale si esprime solidarietà alla troupe della RAI che ha documentato le attività mafiose ad Ostia. Servono giornalisti che smettano di alimentare i pregiudizi sul sud mafioso. E usino la loro professionalità e il loro coraggio per raccontare gli estesi legami politici ed economici della criminalità organizzata. Altrimenti questa non regredirà e il disagio del Sud diventerà paradigma dell’Italia intera.

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