Trump, il Cambiamento Climatico e la Crisi

Il 20 gennaio il nuovo Presidente degli Stati Uniti si è insediato alla Casa Bianca.

Tre giorni dopo Donald Trump ha autorizzato la costruzione di nuovi oleodotti che la precedente amministrazione aveva accantonato, per i benefici economici valutati scarsi per il Paese a fronte dell’impatto ambientale rilevante. Via libera anche all’oleodotto che attraverserà le terre sacre dei nativi americani in North Dakota.

Sempre il 20 gennaio, alle ore 12, sul sito della Casa Bianca la pagina dedicata ai (già timidi) impegni assunti per il contrasto ai cambiamenti climatici durante la Presidenza Obama è stata sostituita con un’altra dedicata ad un nuovo piano energetico nazionale, definito una “rivoluzione basata su gas e petrolio”. Il piano passa dalla pronta eliminazione di “pericolose e inutili politiche come il Climate Action Plan “.

Già durante la campagna elettorale Trump aveva dichiarato che il cambiamento climatico sarebbe una “truffa” inventata dai cinesi per danneggiare l’industria americana. E aveva promesso di ritirare la sottoscrizione degli USA all’Accordo di Parigi sul clima, entrato in vigore il 4 novembre con lo scopo di contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C.

Come possa essere rivoluzionaria una politica basata su risorse esauribili come i combustibili fossili Donald Trump si astiene da spiegare. Mentre all’EPA – l’Agenzia di Protezione Ambientale Americana – vieta di emettere comunicati stampa, diffondere dati o scrivere sui social media, almeno fino a nuovo ordine. In ogni caso la validità delle affermazioni di Trump è stata immediatamente smentita dalla comunità scientifica internazionale che studia il cambiamento climatico e i suoi nefasti effetti sull’economia, sull’ambiente e sulla genesi di calamità naturali. [1]

(An)negazionismo del cambiamento climatico.

Effetti del cambiamento climatico, Camden, Londra.

 

La crisi economica, sociale e ambientale

Sono trascorsi ormai 10 anni dalla crisi finanziaria del 2007 che ha innescato una grave recessione economica mondiale e l’impoverimento della classe media, per il lavoro perduto o malpagato. Contemporaneamente, si mostra sempre più evidente la crisi ambientale e climatica. Le due crisi si influenzano . Un’economia sostenibile , che porti cioè benessere in modo duraturo, può realizzarsi solo con una riconversione industriale che cooperi con le istanze sociali ed ambientali.

Preservare l’integrità delle risorse naturali non serve solo a tutelare la salute e l’incanto della natura! Se un paese si impoverisce di risorse, o le inquina, vedrà scivolare i livelli di benessere!

Il surriscaldamento del pianeta è causato in primis dai processi di combustione che hanno innalzato la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera del 40% negli ultimi due secoli. [2]  A sua volta l’aumento delle temperature conferisce maggiore energia a tutti i fenomeni meteorologici – come siccità, uragani, ondate di caldo e di freddo, precipitazioni intense – e ai conseguenti dissesti idrogeologici. Tutti eventi che danneggiano a loro volta gli insediamenti umani e i distretti industriali.

Una foto satellitare di Katrina scattata alle 14 del 29 agosto 2005 dalla NOAA, una agenzia federale statunitense che si interessa di meteorologia. AP Photo_NOAA

L’uragano Katrina si abbatte sugli Stati Uniti del Sud il 29.8.2005.
Foto di NOAA, agenzia federale per la meteorologia

Quindici anni di politiche altalenanti sul clima

Non è la prima volta che negli USA gli interessi delle compagnie petrolifere diventano in grado di influenzare le scelte energetiche del Paese. Anche in Italia il Decreto Sblocca Italia promosso nel 2014 dal Governo Renzi ha dato un impulso notevole e sregolato alle realizzazione di nuove piattaforme di estrazione e di nuovi gasdotti. Nel prossimo post vedremo come in Italia ritorni spesso un’informazione falsa e “negazionista” sui temi ambientali, per esempio in occasione del Referendum Trivelle e nel tentativo fatto nel 2009 di tornare al nucleare .

Il condizionamento dell’opinione pubblica sui temi ambientali è stato denunciato anche da Al Gore, l’uomo politico americano che nel 2007 fu insignito del Premio Nobel per la pace per il suo impegno in difesa dell’ambiente.

Un anno prima Gore aveva prodotto il film documentario “ Una scomoda verità ”, in cui illustra come tutta la letteratura scientifica concordi sull’esistenza di un riscaldamento globale in atto e dipendente dalle attività umane, con l’eccezione di solo uno 0,1% degli studi non concordi e peraltro condizionati dalle “lobby del petrolio”. Il clima terrestre non ha mai avuto un’evoluzione così rapida come quella riscontrata dopo la rivoluzione industriale; questo emerge dal film con evidenza di dati .

il cambiamento climatico raccontato in un film

La locandina del film “Una scomoda verità”

All’epoca del film, tuttavia, nei comuni dibattiti televisivi, sia negli USA sia in Italia, trovavano spazio in egual misura gli scienziati di opposto parere. L’effetto era di un’opinione pubblica incerta e divisa e il governo guidato da Silvio Berlusconi poteva così giustificare il fatto di non intraprendere azioni per ridurre l’effetto serra: perché si sarebbe dovuto penalizzare un settore industriale per un problema privo di certezza scientifica? [3]

Sono così dovuti passare altri 10 (caldi) anni prima che a Parigi, nel dicembre 2015, 150 paesi tra cui l’Italia firmassero il primo accordo sul clima per la riduzione delle emissioni. Un accordo timido negli obiettivi – il cui raggiungimento sarà peraltro da ogni paese autocertificato senza il controllo di organizzazioni internazionali – ma in cui si dichiara che “il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta”. E così anche l’opinione pubblica di casa nostra ormai non nutre più dubbi sull’esistenza del cambiamento climatico.

Tornando a Gore, nel 2000 si era candidato per il partito democratico alla Presidenza degli Stati Uniti ed aveva perso rocambolescamente, pur avendo ottenuto più voti del suo avversario, a causa di una legge elettorale non proporzionale e forse anche a causa di alcuni brogli in Florida, stato che fu determinante per il risultato. Cominciarono gli 8 anni di presidenza del texano Bush junior, caratterizzati da una politica energetica molto dipendente dal petrolio. Questa fu forse una ricompensa ai petrolieri per l’appoggio dato in campagna elettorale, ma le cose non sono andate bene lo stesso per loro. Nel 2005, l’inusitata potenza dell’uragano Katrina devastò la città di New Orleans, causò la morte di 1800 persone, danneggiò 30 piattaforme petrolifere, con una riduzione del 24% della produzione annuale di petrolio e un catastrofico sversamento nel Golfo del Messico durato tre mesi. Paradossalmente, la crescente violenza di questi uragani è correlabile al riscaldamento terrestre, dovuto in primo luogo proprio all’uso intensivo di combustibili fossili.

Negli ultimi anni l’Unione Europea e gli Stati Uniti avevano finalmente sposato la necessità di sostituire progressivamente le fonti di energia fossili con quelle rinnovabili. Il tema è passato dagli accordi internazionali, ai primi provvedimenti dei governi nazionali, sia pure con numerose incongruenze come lo “Sblocca Italia”.

Oggi negli USA si sono risvegliate le tesi “negazioniste” sui cambiamenti climatici ad opera di Donald Trump il quale, per una curiosa coincidenza, è stato eletto avendo ricevuto meno voti della sua avversaria, così come accadde a Bush junior.

Si aspetterebbero ben altre politiche di tutela dell’ambiente e della salute da parte di chi come Trump si dichiara sostenitore della vita ! Ci si aspetterebbe la promozione di politiche sostenibili, legate a risorse non esauribili, da parte di chi afferma di voler proteggere il suo paese dalla crisi e dall’insicurezza!

Staremo ad osservare i prossimi passi.

Nel frattempo, per diffondere una più approfondita consapevolezza ambientale, un modo potrebbe essere quello di procurarci il film “ Una scomoda verità ” e proiettarlo ai giovani. Tra l’altro pare che Al Gore stia preparando ora il film sequel.

            Guido Caridei

 


[1] Cfr. l’articolo “Trump dà il via agli oleodotti che Obama aveva bloccato” di Anna Lombardi su “La Repubblica”, 24 gen 17

Cfr. “Donald Trump sul clima dice solo bufale senza alcuna base scientifica” di Alessandra Viola su “L’Espresso”, 25 gen 17

Cfr. “Trump atto primo: tornare al fossile” sul Blog di Maria Rita D’Orsogna, Fisico e docente universitario

Cfr. “ Trump nomina Pruitt a capo dell’Epa ” di Marco Valsania su Il Sole 24 Ore, 08 dicembre 2016

Cfr. “ Trump ha imposto il silenzio all’agenzia per la protezione dell’ambiente ”  su “ Il Post ”, 25 gennaio 2017

[2] Cfr. “ Clima, livelli record di anidride carbonica nel 2015: <E’ iniziata una nuova era> di Luisiana Gaita su “ Il Fatto Quotidiano”, 24 ottobre 2016

[3] Fu approvata al Senato una mozione “negazionista” sul cambiamento climatico. Cfr. articolo “Clima: 57 parlamentari UE rispondono a mozione Pdl Senato” , Agenzia Ansa del 2 aprile 2009

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