Un mare di plastica

Nei mari di tutto il mondo vengono sversati ogni anno ben 12 milioni tonnellate di rifiuti di plastica e le nostre acque sono al limite del collasso irreversibile!
Per contrastare l’inquinamento è essenziale ridurre fortemente la produzione di plastica.
Le microplastiche si fissano nei reni, nell’apparato riproduttivo, nel sistema endocrino dove producono danni a lungo termine. I plasticizzanti sono responsabili di alcuni tumori, di malattie dell’apparato endocrino e di riduzione della fertilità.
È ora dunque di dire basta con i grandi profitti a scapito dell’ambiente e della salute! Basta con la plastica monouso!
Se oggi solo il 10% delle plastiche viene riciclato è anche perché la plastica è riciclabile poche volte, anzi alcuni tipi di plastica non sono proprio riciclabili.
Inoltre, anche la plastica avviata al riciclo rilascia comunque microplastiche, per esempio in fase di utilizzo, lavaggio o riciclo.
In definitiva anche se disponessimo di sistemi di raccolta differenziata efficaci utilizzati da tutti gli abitanti del pianeta, non potremmo fare a meno della combustione di molte plastiche e ci troveremmo ad assistere all’accumulo indefinito di microplastiche nell’ambiente e nel nostro organismo.
Guarda la videointervista a Greenpeace.

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Canali di Venezia, “Terra dei Fuochi subacquea” (CNR)

Il fondo marino è stato modificato radicalmente da attività quali la pesca, i dragaggi, la navigazione, le infrastrutture costiere e, non da ultimo, dall’abbandono di un’inimmaginabile quantità di rifiuti.
“Una sorta di ‘terra dei fuochi’ subacquea in cui un misto di incuria, dolo e inconsapevolezza porta molte persone a credere che quanto si getta in mare non abbia conseguenza sugli ecosistemi e sulla salute umana, solo perché questo ambiente non è immediatamente visibile e ci induce a fingere che il problema non esista”

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Perché si viaggia

di Maria Luisa Alvino.
Ho potuto visitare in barca la grotta azzurra di Malta. Il mare era di un azzurro intenso, esaltato dalla luce del sole; tutti indossavano il giubbotto di salvataggio, tranne io perché quello rimasto era fradicio … Ma non importava perché  – pur sapendo quanto sia fondamentale il giubbotto – io mi sentivo tranquilla, ero con mio marito e, nel peggiore dei casi, pensavo di appoggiarmi alla barca. Eppure non ho potuto fare a meno di sentire che quello stesso mare custodisce i corpi preziosi di tanti fratelli e sorelle, anche piccolissimi.

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Una tempesta di aria gelida sul Centrosud

Due anni fa abbiamo avuto l’inverno più freddo dall’85. L’anno scorso c’è stata la nevicata più copiosa dal ’56 . Quest’anno un gennaio umidissimo e in ottobre una tempesta di vento tropicale. Poi in questi giorni un’irruzione artica con venti tesissimi. Il clima cambia a causa dell’uso intensivo di combustibili fossili. Ci serve rinnovare al più presto un sistema economico basato sullo sfruttamento intensivo dell’ambiente e del lavoro, imposto anzitutto da sistemi di imprese multinazionali e dalla finanza internazionale. Altrimenti a pagare saremmo tutti: ricchi, poveri, migranti, europei, persone e imprese. E non ci sarà uno Stato in grado di metterci in sicurezza o di ripagare economicamente i danni per gli eventi meteorologici o di ridarci la casa o di gestire i fenomeni migratori.
Gli economisti prestati alla politica pianificano in ipotesi di condizioni climatiche immutate e non considerano i disastri ambientali ed economici provocati.
In conclusione i cittadini devono pretendere dai politici che abbandonino sia la subalternità alla finanza, sia la subalternità ad una certa dirigenza europea inadeguata, sia il sovranismo ingenuo. Le lotte per il potere, a tutti i livelli, sono perdenti!
Per trasformare l’economia globale occorrono determinazione e unità d’intenti tra gli Stati. Promuovere la pace e il dialogo tra le nazioni serve anche a questo.

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Lo spot Conad di Natale, l’Autonomia e il Reddito di Cittadinanza

Appena sarà concluso l’accordo per l’autonomia tra lo Stato e tre regioni settentrionali, queste potranno incamerare quote importanti delle tasse versate dalle IMPRESE CHE HANNO LA SEDE LEGALE NEL LORO TERRITORIO, indipendentemente dalla regione di effettivo svolgimento dell’attività. Così potranno finanziare servizi di base come sanità e istruzione, a scapito delle rimanenti regioni a statuto ordinario. L’autonomia regionale differenziata potrebbe essere l’ultimo ostacolo sulla strada dello sviluppo del sud, in cambio dell’obolo del Reddito di Cittadinanza. Una mancia di importo sufficiente ai meridionali per continuare a spendere nelle imprese con sede legale al nord.
Già attualmente lo Stato spende per investimenti nel Mezzogiorno meno che altrove, in proporzione alla popolazione. (SVIMEZ). La Commissione Europea stritola l’economia greca e italiana, negando la flessibilità di bilancio concessa invece a Francia e Germania. La classe politica italiana critica questo atteggiamento dell’UE ma poi lo ripropone integralmente nel perimetro italiano. In primis la Lega, sembra volere “salvare” il Nord dal cappio posto dai vincoli UE sui bilanci – a spese di un sud oggi più che mai usato come bancomat – per far prosperare le sue imprese e fornire servizi ai cittadini del nord.

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La favola dell’inceneritore buono

La raccolta differenziata in Campania supera il 50% e si avvicina all’obiettivo di legge del 65%. L’inceneritore di Acerra già assorbe all’incirca il rimanente 35% di rifiuti non differenziati. Dunque in Campania servono impianti aggiuntivi per i rifiuti, ma sono gli impianti a servizio della raccolta differenziata, soprattutto impianti di compostaggio.
Gli impianti di riciclo e compostaggio, oltre ad essere più compatibili con l’ambiente, costano di meno, richiedono meno manutenzione, reimmettono materie prime nel circuito economico, si realizzano in meno tempo e creano meno conflitto sociale.
Gli inceneritori NON sono impianti virtuosi, non eliminano la necessità di discariche (di cui il territorio è già saturo), producono inquinanti più pericolosi di quelli che vi entrano e NON valorizzano.
Occorre poi la messa in circolazione sul mercato di beni in larga parte riparabili/riciclabili/compostabili. per proteggere il nostro (unico) pianeta, il nostro clima e la nostra salute.

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Come cambiare gli pneumatici inquinando meno

Con gli pneumatici usati si realizzano pavimentazioni sportive e per aree gioco, superfici drenanti, asfalti, cordoli stradali, rivestimenti edili. Ma se il gommista non rilascia fattura, egli non può neanche conferire lo pneumatico usato al circuito legale, giacché non avrebbe un motivo valido per giustificarne il possesso. E il risultato sono le discariche abusive di pneumatici nelle campagne o in fondo al mare, con danni alla salute e alle tasche di tutti.

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La crudeltà dei lager libici: testimonianza di un sopravvissuto

“In Libia non c’è uomo, non c’è donna, non c’è bambino. Subivamo tutti (anche i bambini) violenze sessuali quotidiane”.
Nella cella vi erano più di 60 persone, costrette a convivere con morti in decomposizione, con i loro escrementi e con il sangue delle violenze, degli omicidi e del ciclo mestruale e dei parti delle donne.
“Appena venivano uccisi i nostri compagni di cella, soprattutto i più giovani, tante volte subito arrivavano 3 o 4 medici che toglievano parti dei loro corpi (occhi, cuore, reni ecc) davanti a noi che guardavamo senza proferire parola. Riponevano subito tutto in un contenitore che assomigliava ad un piccolo frigorifero e poi se ne andavano lasciando lì per giorni con noi i cadaveri a decomporsi; anche in questo caso eravamo noi a spostare i corpi martoriati in un angolo della cella.
“Spesso davano fuoco ai piedi di donne e bambini, lasciandoli morire bruciati davanti ai nostri occhi.”
“Nella nostra cella, diverse volte a settimana venivano introdotti 3 o 4 cani, non grandissimi ma molto aggressivi. Io rimanevo immobile e quasi non respiravo, di solito si avventavano sui bambini, provocando loro ferite molto gravi o uccidendoli”.
“Credo di essere vivo perché sono sempre stato zitto e buono, anche se avevo dolori fortissimi non mi sono mai lamentato; ero terrorizzato”

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Giornata per la Custodia del Creato

“Quali problemi e drammi si creano all’ambiente a causa di un uso esagerato e incontrollato delle risorse: si rovina il creato e allo stesso tempo si rendono infelici le persone, soprattutto quelli che soffrono più direttamente le conseguenze della violenza contro il creato [come] coloro che soffrono la fame e la sete per le conseguenze della desertificazione della terra, specialmente in Africa. Molti dei migranti che giungono nelle nostre terre scappano proprio dalle conseguenze di questi disastri naturali provocati dall’uomo. ” (Mons. Spreafico)
“L’attuale centralità dell’attività finanziaria rispetto all’economia reale non è casuale: dietro a ciò c’è la scelta di qualcuno che pensa, sbagliando, che i soldi si fanno con i soldi. I soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro. E’ il lavoro che conferisce la dignità all’uomo non il denaro”. (Papa Francesco)

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Le poesie di Segen, martire e profeta del nostro tempo

“Tempo sei maestro per chi ti ama e per chi ti è nemico, sai distinguere il bene dal male, chi ti rispetta e chi non ti dà valore.
Senza stancarti mi rendi forte, mi insegni il coraggio, quante salite e discese abbiamo affrontato, hai conquistato la vittoria ne hai fatto un capolavoro.”

“Ora non ho nulla, perché in questa vita nulla ho trovato, se porto pazienza non significa che sono sazio perché chiunque avrà la sua ricompensa, io e te fratello ne usciremo vittoriosi affidandoci a Dio.”

Conosci la storia di Segen, poeta, martire e profeta del nostro tempo. Siamo tutti vittime della stessa economia dello sfruttamento, quella che in Occidente sgretola i diritti di chi lavora, quella che divora e inquina i territori trasformandoli in deserti umani e produttivi, quella che rovina le condizioni di sussistenza di popoli interi, così sospinti a migrare e tra i quali presto potrà esserci anche il nostro se non invertiremo la rotta.

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I lager libici, notte dell’Europa

“Sono stato in una prigione vicino Tripoli per 6 mesi ai lavori forzati. Non dimenticherò mai la morte del mio amico. Era troppo stanco per lavorare. Ha detto alle guardie che non riusciva ad alzarsi. Uno dei libici ha detto ‘Se non vieni ti sparo’. Io pensavo che scherzasse. L’ha pensato anche il mio amico. L’uomo libico l’ha ucciso con un colpo in testa. Poi si è girato verso di me. ‘Tu che fai, lavori o no?’ ” (Testimonianza di M, 27 anni, dal Gambia: 29 settembre 2017, rilasciata all’Hotspot di Pozzallo).
Mentre i paesi europei fanno un ignobile scaricabarile per accogliere i migranti, nei centri libici di detenzione dei migranti vengono inflitte torture, appesi a testa in giù, mentre viene chiamata a telefono la famiglia del torturato perché ascolti le urla. Si spara nei piedi al minimo cenno di ribellione e ne esci solo “se muori di violenza o se hai abbastanza soldi per pagarti la libertà o se sei venduto all’asta come schiavo”, come testimonia un’inchiesta della CNN . La Guardia Costiera Libica – finanziata dall’UE e dall’Italia per limitare le partenze – tratta le persone soccorse a colpi di bastone e minacce e lascia persino cadere uomini in acqua e abbandonandoli.

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Usiamo e ricicliamo il vetro, materiale amico

Finalmente tutto quello che abbiamo sempre voluto sapere su come differenziare il vetro! E i vantaggi per il nostro ambiente e per le nostre tasche! Il vetro è un materiale speciale: conserva gli alimenti perfettamente, è riciclabile all’infinito, e non produce guerre in giro per il mondo. Ogni contenitore in vetro messo in una campana, o restituito con il vuoto a rendere, ci fa risparmiare soldi ed energia, rispetta il clima ed evita che si aprano nuove cave che sfigurano il nostro bel territorio.

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L’Infiorata di Cusano Mutri

L’infiorata del Corpus Domini è una festa collettiva per il borgo di Cusano Mutri. I cittadini, guidati dai maestri infioratori, realizzano tappeti di petali di fiori raffiguranti immagini sacre, che abbelliscono gli slarghi, i corsi e l’interno delle chiese.
La gente sannita è laboriosa e ospitale e custodisce tradizioni antiche. La natura ancestrale, la gastronomia, l’escursionismo, l’artigianato, l’arte della ceramica e un’antica agricoltura biologica sono i punti di forza di quest’area interna. La ripresa dell’emigrazione è il segnale della necessità di una pianificazione del territorio attenta e appassionata. Vale per le zone rurali del meridione come per tutti i sud del mondo.

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Diawara segna un gol strepitoso e ringrazia il suo Dio

Domenica 8 aprile 2018.
Con una prodezza Diawara sigla all’ultimo minuto di gioco il suo primo gol in serie A e conduce alla vittoria il Napoli che rimane in corsa per lo scudetto. Poi la felicità di Diawara esplode, splendida. Disegna sul campo una corsa a braccia aperte a cui si uniscono i compagni. Fa un paio di capriole e infine si getta in ginocchio alzando le braccia a Dio.
Una sequenza di fotogrammi che scorre davanti agli occhi dei tifosi euforici. E comunica inaspettatamente altri significati. Il calcio infatti unisce e mostra le somiglianze.

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‘A CACCAVELLA, di Giuseppe Russo

‘Ngopp’o fuculare affummechiato,
dint’a ‘n angulo accantonata,
ce sta ’na vecchia caccavella
cu’ ‘na maneca spezzata,
‘na sfessa dint’a fiancata,
‘o funno annuruto p’o tiempo passato.
Adda essere jettata,
‘ntussecata e rusuntuta
p’a fine c’adda fa’
accummence a sbraità.
Dicenne: “me verite mo che so’ scassata,
je c’aggia fatte tante cucinate,
scauranne fasule, patane e cicere,
mo che v’aggia dicere:

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