Caro Papa Prevost,
grazie a te oggi è collassata una falsa credenza in tutto il mondo.
Alcuni pensavano ancora che ogni italo-americano di Chicago, nessuno escluso, fosse un delinquente nipotino di Al Capone!
Buon Dio, grazie per il dono di Papa Prevost! Ora possiamo passare al vaglio altri pregiudizi:
– Putin è un gelido guerrafondaio come tutti i russi;
– gli ucraini un po’ ce la hanno voluta loro;
– i palestinesi sono tutti terroristi;
– se sei israeliano, sei un deportatore;
– se ti spendi per il popolo di Gaza sei un antisemita;
– abbiamo usato gli europei come mercato dei nostri prodotti dal dopoguerra ad oggi , ma preferisco credere che ci stanno derubando (paradigma di Trump e dei suoi seguaci);
– da oltre un secolo stiamo usando i meridionali come mercato , ma voglio pensare che ci sfruttano (paradigma leghista, permeato da alcuni decenni nella cultura italiana);
– infausta Unità d’Italia, perché fu solo una conquista economica ai danni del sud (paradigma di chi disconosce la secolare identità culturale d’Italia, diversificata ma unitaria);
– in fondo so di essere fortunato a vivere in una regione ricca d’Europa, ma mi lusingo di essere più meritevole per quello che ho; anzi potrei avere perfino più, senza la zavorra di immigrati e meridionali;
– ho saputo che l’italiana ENI ha preso il petrolio in Nigeria a poco prezzo, ha allagato di petrolio il delta del Niger e i campi coltivati che davano sostentamento alla popolazione; ma continuo ad accusare gli africani : ‘vengono qui tutti per spacciare ! Perché non fanno la rivoluzione per liberarsi dai governi armati dai paesi occidentali?’
Abbassare le difese e riesaminare le nostre convinzioni, ci dà l’opportunità dell’ascolto reciproco e lì comincia qualcosa di nuovo: il dialogo tra le nazioni, tra le religioni, nelle famiglie, nelle comunità.
E quel dialogo ci disvela molto di più degli altri, del mondo e di noi stessi.
Ognuno tra noi coltiva preconvinzioni, viste, confessate o mai confessate a se stesso.
Ci perdiamo pezzi del mondo quando ci aduliamo per l’appartenenza ad un gruppo etnico o sociale ; quando supponiamo che la nostra cultura sia superiore , o più gradita a Dio; quando una competenza acquisita diventa supponenza e assumiamo verità a priori nelle relazioni con gli altri; quando la comune professione di fede diventa un recinto per separare “noi” da “voi”.
Eppure per il cristiano ogni uomo fa parte del Corpo di Cristo. E’ una manifestazione del cuore di Dio. E senza l’incontro con quella donna e con quell’uomo io sono diminuito.
Per questo Papa Francesco e il Grande Imam Ahmad al-Tayyib siglarono il ‘Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune’.
“Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.” (John Donne)
“Dio ci vuole bene. Il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti, mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti.” (Papa Leone)
“Siamo ‘Fratelli Tutti’ ” (Papa Francesco)
“La Pace sia con voi. A tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la Terra. La Pace di Cristo. Una Pace disarmata e disarmante. Umile e perseverante.” (Papa Leone)
